Liolà (1996)

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Lingua originale
Italiano
Paese di produzione
Italy

Commedia d’ambiente siciliano, ma più che la ricerca di tipo naturalista o gli aspetti folkloristici, interessa all’autore rappresentare Liolà, lo spensierato protagonista, il dongiovanni campagnolo, che con il suo comportamento mette allegramente a soqquadro l’apparentemente morigerata società in cui vive. Si suol dire che la commedia risulta del tutto priva di ogni complicazione di tipo intellettualistico, ed è vero, nel senso che l’attenzione dello spettatore è catturata dalla festosa gioia di vivere di Liolà; il quale trasgredisce alle regole della società in cui vive, come tutti i personaggi di Pirandello, ma non se ne accorge nemmeno. La sua monde, nei rapporti con le donne, è che non sa che esista una morale. Ha l’innocenza dì Jeli il pastore, dell’omonima novella verghiana. Ma tutta pirandelliana è la conclusione che balena con chiarezza: il trasgressore delle regole è l’unico veramente buono e generoso, gli altri sono interessati, egoisti e gretti. Il giovane Mattia Pascal che quasi per burla mette incinta la nipote e la moglie dell’odiato Batta Malagna suo infedele amministratore sembra rivivere nel protagonista di questa commedia: Liolà giuoca lo stesso tiro al vecchio Zio Simone Palumbo, anch’esso, come il Malagna, ossessionato dal corale sospetto sulla sua incapacità d’avere figli. Qui è Tuzza, incinta di Liolà, a progettare l’inganno per avidità di danaro e per gretta vendetta: invece di sposare il suo seduttore che non potrà mai essere un buon marito nonostante l’insistenza con la quale la chiede in moglie, suggerisce allo Zio Simone di attribuirsi la paternità del figlio che ha in grembo, mettendo così a tacere le male lingue. In questo modo Tuzza pensa di assicurarsi l’avvenire e di vendicarsi non solo di Liolà ma anche di Mita che ha sposato il vecchio benestante, creandosi una posizione alla quale lei stessa aspirava. Il piano è ben congegnato, la povera Mita è malmenata e cacciata di casa dal marito. Ma interviene Liolà che la salva, mettendola incinta, di modo che il Vecchio Zio Simone se la riprende in casa, preferendo questa paternità legale a quella illegale procuratagli dalla Tuzza.